me ne vado

5.45
Apro gli occhi.
Erano chiusi solo per paura.
La paura che ormai da tempo dorme al mio fianco.
È sempre difficile dormire prima di un evento importante.
5.53
Mi lavo la faccia poi preparo un caffè.
Me lo voglio proprio gustare.
E poi voglio essere sveglio, cosciente.
6.01
Faccio piano.
Ormai è abituata alla mia insonnia ma non voglio svegliarla.
Metto i jeans, quelli che mi ha preso mia madre (78 anni!) al mercato.
La camicia a righe.
Le scarpe nere.
6.13
Leggo un po’ di notizie online.
Solite cose.
C’è chi paga, c’è chi ruba, c’è chi vince.
C’è chi parte, c’è chi governa, c’è chi parla e parla e parla.
Non c’è mai chi lavora, chi rischia, ogni giorno.
Chi resiste, fino alla fine.
6.42
Scrivo qualcosa.
Metto in ordine i pensieri, cerco di farmi capire.
Infilo i fogli in tasca.
7.35
Mi metto in macchina.
Guardo la mia casa.
Mi piace proprio, mi rappresenta.
È un buon lavoro, è il mio lavoro.
7.45
Parto.
Vado con calma, la strada è libera, la conosco bene.
È il momento in cui penso di più, forse troppo.
Tante domande, poche risposte.
8.12
Parcheggio.
Mi trema la mano.
Sono emozionato.
8.13
Respiro.
Sono solo.
8.14
Respiro.
Non so cos’altro fare.
8.15
Scendo.
Mi guardo intorno.
8.17
Apro il baule.
Accendo.
Me ne vado.
Forse.
“Io le tasse le ho sempre pagate, vi chiedo scusa, 
ma ora non andate a chiedere questi soldi a mia moglie, 
lasciatela stare"
Giuseppe




 

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