un’altra risposta

Non posso credere che non esista un’altra risposta.

Provo a insegnarlo tutti i giorni ai bambini.

C’è un altra risposta, sempre.

Se un altro ti offende o ti tira un calcio, puoi rispondere con un’offesa o un pugno oppure c’è un’altra risposta.

Una risposta che parte dal capire che se l’altro che mi trovo difronte usa un linguaggio violento, probabilmente lo fa per debolezza, per ignoranza, perché si trova in difficoltà. E che se io rispondo pan per focaccia, dimostro allo stesso tempo debolezza, ignoranza e uno stato di difficoltà.

Per questo c’è un’altra risposta.

Ai bambini che incontro ogni giorno ricordo che la mia presenza di educatore serve anche a ciò, ad offrirgli un’altra risposta, una scelta diversa, che non persegua la stessa strada ma permetta un cambio di prospettiva e aiuti entrambi a riconoscere la propria difficoltà e a superarla. E imparare che l’altro non è sempre un nemico da battere, anzi può essere sempre un alleato con cui condividere un tempo di gioco. Spesso ciò provoca il superamento del conflitto velocemente e senza drammi.

Ciò è dovuto proprio allo scegliere una risposta altra, che disorienti, che comporti un ragionamento, un atto di estrema umiltà.

Non posso credere, allora, che non esista un’altra risposta, oltre alla guerra.

Di fronte alla morte di Chris Stevens, ambasciatore americano da molti definito come colui che capiva gli arabi e si era speso per la libertà della Libia, la risposta del presidente democratico è stata l’invio di due navi da guerra.

Un errore non ha mai recuperato un altro errore.

Una risposta che non parte dal capire che se l’altro che mi trovo difronte usa un ‘linguaggio’ violento, probabilmente lo fa per debolezza, per ignoranza, perché si trova in difficoltà. E che se io rispondo pan per focaccia, dimostro allo stesso tempo debolezza, ignoranza e uno stato di difficoltà.

Per questo c’è un’altra risposta.

Sarebbe bello che imparassimo che l’altro non è sempre un nemico da battere, anzi può essere sempre un alleato con cui vincere, entrambi. Finché vivremo con l’obiettivo di affermare la nostra superiorità sull’altro, non potremmo aspettarci altro che la stessa risposta.

Sarebbe bello, invece, che qualcuno cominciasse a dare un’altra risposta.

 

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