apprendere nuove strade

La sede dell’Associazione CDH e della Cooperativa Accaparlante per la quale lavoro è stata dichiarata inagibile per ‘crepe nel sottotetto e nel pavimento del primo piano con elevatissima possibilità di cedimento’. (tralascio ogni tipo di polemica, per ora).

Abbandonata la struttura, ne abbiamo cercata e fortunatamente trovata un’altra.

La prima cosa che abbiamo scoperto è di avere molti amici, tante persone che ci vogliono bene e si sono prese cura di noi.

La nuova struttura che ci ospita si trova dall’altra parte della città, in una zona che non conosco, che pochi di noi conoscono, che non avevo mai raggiunto, nella quale è difficile orientarsi.

Orientarsi, in questo momento, è il problema, mio, dei miei colleghi e delle persone con disabilità che lavorano con noi. Orientarsi, non solo per trovare la strada giusta ma anche per riprendere il lavoro, per rimettere insieme il gruppo, le relazioni, i tempi. Perdere quello spazio è stato come ritrovarsi improvvisamente nudi: come fare? Che fare? In che modo fare?

Come dice Sandra “Voglio condividere con tutti voi la fatica di questo adattamento, la difficoltà di sentirsi “a spasso”, di rispondere alle emergenze, di sentire il carico di tante persone che trovano nel CDH un punto di riferimento oltre a un luogo di lavoro. E ora il punto di riferimento, almeno quello fisico, vacilla anche per noi.”

Mentre, lunedì, cercavo la strada per tornare a casa leggevo il nome di quelle vie e pensavo a quante cose nuove mi stavano cadendo addosso.

Faticoso coglierle e ordinarle.

Faticoso ma anche estremamente stimolante.

Apprendere nuove strade.

Ecco, forse, cosa ci sta insegnando questa nuova (dis)avventura.

Ridefinire una mappa relazionale, organizzativa, lavorativa, scoprendo nuove strade di comunicazione, nuovi quartieri emotivi, nuovi scorci sul nostro modo di fare, nuovi negozietti nei quali trovare prodotti, fino ad ora sconosciuti, in fondo nuove opportunità. Trovare, dietro l’angolo, un nuovo segnale stradale, un sentierino nascosto, un giardino con un bel tavolo di legno, nuovi luoghi di incontro, anche e soprattutto con noi stessi.

Apprendere nuove strade, per riadattarsi, non solo come azione passiva che toglie qualcosa, ma anche come atteggiamento attivo che permette, scavando un po’, di scoprire un tesoro, nuove risorse da mettere in gioco.

Non c’è dubbio che un gruppo come il nostro saprà trarre da un’esperienza come questa nuovi orizzonti, nuove strade da percorrere. E lo farà, come al solito, con tanto caffè e molte risate.

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