nessun alibi

“In verità lui non voleva…”

“E’ stato solo un errore, un momento…”

“Non succederà più…”

“Beh in fondo con quella gonna…”

“Se non si rispettano i ruoli…”

“Il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show…”

Troppi alibi quando si parla di violenza sulle donne. Troppe scuse, troppe giustificazioni.

Troppi alibi, culturalmente parlando. Se un uomo si permette di fare violenza su una donna è perché ancora c’è una sottocultura che avalla ciò. Troppi padri che davanti ai figli usano parole o atteggiamenti di sottomissione verso le loro mogli, compagne; troppi ragazzi che immaginano la ragazza come una proprietà di cui servirsi; il riferimento sessuale usato con leggerezza e disprezzo;

troppi maschi che davanti a femmine (insegnanti, vigilesse, politiche, figlie…) si permettono di usare un linguaggio aggressivo, denigratorio, violento. Tutto questo crea un immenso un alibi culturale, come se si seminasse nel pensiero comune una piccola idea: verso una donna puoi permetterti… Siamo consapevoli che poi questa idea crescerà? E che diventerà un’azione? Un’azione, in fondo, giustificata. Perché se posso permettermi di pensarla, quell’azione, già la giustifico.

Nessun alibi, allora. Niente che possa giustificare un qualsivoglia atteggiamento di violenza. Dobbiamo ribellarci, tutti. A casa e a scuola, al supermercato o in ufficio, in coda o in piazza, al cinema o al parco. A partire dal piccolo ‘altrove’ in cui viviamo. Alzare la mano e denunciare ogni piccolo gesto, ogni parola, ogni sguardo, ogni silenzio, ogni ottusa scusa che possa costruire l’alibi che in futuro porterà ad agire un gesto di violenza contro una donna. Qualsiasi donna, in qualsiasi condizione, in qualsiasi ruolo, senza ma e senza se.

E come dicevo qualche tempo fa in un mio stato di facebook :

“Vorrei far sapere a tutte le donne che conosco che le stimo per ciò che sono, né perbene, né permale, diverse e libere. Che lavorate, che siete dolci, che siete stronze, che siete creative, che siete acide, che siete forti, che il vostro culo è bello ma non è la vostra fortuna, perché difficilmente vi va di culo, di solito dovete sudare il doppio per affermare le vostre capacità: c’è un’Italia migliore, la vostra.”

Nessun alibi, quindi.

E voi donne, così preziose e fragili, così pesanti e insopportabili, così leggere e volubili, così brillanti e forti, così tenere e commoventi, voi per prime non permettete a nessuna qualsivoglia forma di amore di costituire un alibi per la violenza. Nessuna forma di amore si può esprimere attraverso la violenza.

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