ci piace giocare al parco, quello pubblico

A seguito dell’ipotesi del Comune di Bologna di privatizzare i parchi pubblici, affidando il servizio ad aziende private che farebbero pagare un biglietto di qualche euro, ecco il pensiero di un ideale bambino.

Caro sindaco Virginio,

caro assessore Patrizia.

Mi piace molto giocare: correre, saltare, sull’altalena, nel castello, sulla giostra.

Da solo ma soprattutto con gli altri bambini.

I miei amici ma anche quelli che incontro per caso quando vado al parco con il nonno.

Giorgio, il mio nonno, mi dice sempre che al parco pubblico si gioca con tutti, senza urlare troppo e, soprattutto, si usano le cose per bene. Io ci provo anche se a volte con Luca saliamo sullo scivolo al contrario oppure scaviamo delle buche nella sabbia oppure saliamo con i piedi sull’altalena.

Il nonno allora mi chiama (anche se a volte basta uno sguardo) per ricordarmi come ci si deve comportare.

Oggi ho sentito il nonno che parlava con la nonna di Michele.

Non ho capito bene perché stavamo correndo ma dicevano cose del tipo: il comune non ha i soldi… per aggiustare i danni fatti dai vandali… ma questo è un parco pubblico… due euro per entrare, da pagare…

Non ho ben capito, poi ho detto a Michele che mio nonno mi dice sempre che il parco è un bel regalo che viene fatto a tutti i bambini della città. E Michele mi ha detto che una volta ha chiesto alla sua nonna perché il parchetto non si paga come quando vai a Mirabilandia e lei gli ha risposto che il parchetto lo paghi trattandolo bene.

È vero che non tutti lo trattano bene, non solo trai bambini ma anche tra gli adulti che non dicono nulla quando vedono delle cose sbagliate.

Quando ho chiesto qualche spiegazione al nonno lui mi ha insegnato una parola, ogni tanto me ne insegna una nuova.

Cultura, mi ha detto, è ciò che ci rende cittadini e che ci permette di vivere bene, tutti insieme, rispettando (rispetto me l’aveva già insegnata) le cose che sono di tutti, che sono mie ma anche degli altri.

Allora caro Virginio e cara Patrizia io vi chiedo per favore di non vendere la cultura a due euro. A noi bambini non serve un biglietto di ingresso per capire che le cose si devono trattare bene, ci serve qualcuno che ci educhi e ci insegni ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, anche al parco.

Perché ci piace giocare al parco, quello pubblico.

Perché non organizziamo un bel laboratorio durante il quale i bambini lavorano per rimettere a posto i giochi? Dipingere, decorare, pulire… Insieme a dei signori capaci… per esempio mio nonno è un ingegnere.

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