che cosa puoi fare tu per la Chiesa?

Non ho mai amato tanto questo Papa.

Pur riconoscendo certe sorprese, non ho mai apprezzato il suo sguardo al passato, il suo difendere, la sua difficoltà a innovare, a valorizzare il ruolo delle donne, a leggere la bibbia con occhi nuovi, ad affermare un’etica rispettosa della dignità umana, di ieri e di oggi.

Detto ciò, di fronte alle sue dimissioni, secondo quello che sento, i cattolici non dovrebbero disperarsi per la sua dipartita o elogiare la sua grande umiltà.

Certo, anche io le riconosco.

Credo però che di fronte a tale gesto i cattolici, dai vertici fino alle ultime basi, dovrebbero preoccuparsi e, successivamente, occuparsi della propria chiesa.

Questo gesto, da una parte mi sembra rivoluzionario, dall’altra un’arresa.

Un’arresa contro il carrierismo, contro un certo modo di pensare la chiesa come un qualsiasi luogo di potere e di azione politica, contro un degrado umano dilagante, contro un uso discutibile del denaro, contro correnti che invece di fare comunione fanno corruzione ecc ecc.

Rivoluzionario perché dice che così non va bene, ci ho provato ma non sono riuscito a cambiare per il meglio. Riconosco la mia poca forza.

Arreso, rivoluzionario e consapevole.

Consapevole dei suoi limiti ma non ancora delle soluzioni. Se non quella di attivare un processo realmente riformativo.

Per i cattolici queste dimissioni dovrebbero risultare come un grido di dolore e allarme.

Certo, per chi frequenta ogni tanto la messa, è un po’ come scoprire l’acqua calda.

Però ciò che dice questo Papa è ancora più forte: il nemico non è fuori, il nemico è dentro.

Per questo, seppur confidi nello Spirito Santo, non vedo come un buon segno il toto Papa. A forza di far calcoli vengono bene anche le operazioni sbagliate.

E non credo ci sia più tempo da perdere.

Condivido le parole dette dal Cardinal Martini nella sua ultima intervista:

“La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall’aiuto degli altri. Le persone buone intorno a me mi fanno sentire l’amore. Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l’amore vince la stanchezza. Dio è Amore. Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?”

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