una settimana da scrittore: lunedì

Lunedì, mattina.

32°

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La notte, torrida, è passata.

Dormito poco, sudato molto.

Una colazione lenta, adatta al clima.

Ho accompagnato i miei compagni al loro primo giorno di corso, poi mi sono lasciato perdere tra le stradine della città. Senza meta né direzione. Riposo per la mente e scoperta per lo sguardo che incontra per la prima volta queste pietre.

Rientro in casa.

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Il tavolo è già pronto. Computer, quaderno, biro, libri e una finestra dalla quale scorgere tetti e orizzonti.

Perché le storie, i racconti sono come tanti orizzonti verso i quali guardare. Dei quali scorgi alcuni particolari mentre altri puoi solo immaginarli. Dei quali vedi solo una parte, mentre il resto rimane nascosto.

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Manca solo una pianta, la troverò.

Ho come la sensazione di dover arare un po’ il campo di lavoro.

Rovesciare, incidere, far uscire quello che è sotto e far riposare quello che è sopra.

Leggo qualcosa, qualche vecchio appunto, le idee annotate sul squadernino delle idee.

Faccio una doccia e parto.

… Aprì il baule dell’automobile e in pochi minuti cambiò la ruota, non era certo una persona che si lasciava impaurire da una ruota forata, di solito prendeva in mano le situazioni e risolveva i problemi che si trovava a dover affrontare…

 … Quando tornò dal bagno si sedette e osservò con attenzione i tanti particolari del locale: le tende a strisce, le cartoline vintage appese un po’ ovunque, i fiori freschi, le riviste e i libri per bambini…

 … un amore di sguardi e parole, un amore di lunghi baci, un amore con un solo gusto, quello del creme caramel al caffè…

Lunedì, sera

25°

Pomeriggio caldo, caldo, caldissimo.

Ghiaccioli per rinfrescarsi, un po’ di musica per cullare le idee.

Prima di rimettermi a scrivere, faccio due chiacchiere con un’amica editrice che, come sempre, mi da buoni consigli.

Poi un passaggio in libreria. Non solo per lo sconto ma anche per scoprire qualcosa di interessante, se c’è.

C’è.

Comprati due libri, di grandissima ispirazione e di ottima qualità.

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Rientro e mi metto subito al lavoro.

Quella era la sua mattina, quella che per noi era la notte…

Qualcuno mi chiede se scrivo storie che parlano di me.

Non sempre le storie che racconto fanno parte della mia esperienza diretta o parlano di qualcosa che mi riguarda personalmente.

Però, in ogni storia che racconto, posso riconoscere qualcosa che mi riguarda, posso scoprire e dare un nome a un’emozione, a un pezzo di storia che ancora non ero riuscito a identificare.

Non sempre le storie che scrivo parlano di me ma, certamente, parlo sempre di me nelle storie che scrivo.

io

 

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