Buon 2014, anno della consapevolezza

Manifesto 2014
Anno della C

cammina

“Adesso che non devi più essere perfetto, puoi essere bravo”
Valle dell’Eden –  John Steinbeck

A cuore aperto si rischia di soffrire, anzi si soffre di più.
A cuore aperto ci si espone alla debolezza, alla non autosufficienza, alla solitudine, alla paura.
A cuore aperto ci si offre per ciò che siamo e con ciò che abbiamo.
A cuore aperto si rischia di vivere.
Per questo, a un certo punto, ho deciso di vivere a cuore aperto, perché lo ritengo l’unico modo per vivere una vita in cui possa riconoscermi.
Perché a cuore aperto si rischia di essere felici, si scopre di non bastare a se stessi, si entra in contatto con i propri bisogni e le proprie fragilità.
Perché a cuore aperto scopri chi sei e permetti agli altri di incontrarti, davvero. Un profondo senso di comunione, di libertà e di pace invade chi riesce a vivere a cuore aperto, libero da barriere e dalla necessità di difendersi.

A cuore aperto scrivo, scriverò e continuerò a scrivere.
Solo per condividere, per muovermi controcorrente e per non accettare passivamente il correre degli eventi evitando un confronto a favore di un falso rispetto.
Scrivo perché sono nato e cresciuto con un deficit comunicativo, ho una disabilità nella condivisione delle emozioni, l’accetto per ciò che è e, quindi, mi doto degli ausili utili al superamento delle difficoltà.

Nella mia vita ho perso tanto tempo a pensare di dover spiegare, raccontare, dire chi ero.
A pensare di dover condividere ciò che sentivo e provavo, quasi come dovessi essere giustificato, capito, compreso.
Ho perso tanto tempo a pensarlo come fosse un dovere, una scusa e, a un certo punto, ho cominciato a vivere.
Dopo tanti anni a trovare un senso, la vita stessa è diventata il senso.
Dopo tanti errori, scappatoie, scuse, nascondigli è stato bello uscire alla luce.
Non facile, non immediato e non privo di rischi.
Però bello.
Decidere di lasciare da parte i pregiudizi che provavo verso me stesso è stato un viaggio singolo, di sola andata. Ma alle fermate della mia vita ho incontrato tante persone, molti luoghi e un’infinità di esperienze che mi hanno fatto compagnia.

Ho perso zavorra per guadagnare altezza e immense profondità, dentro me e dentro la consapevolezza del mondo.
Ho incontrato l’Amore, quando ho aperto una fessura nella mia identità, quando ho accettato di non bastare a me stesso.
Ho incontrato l’amore e lo sto imparando, come un principiante della vita.
Non so dove mi porterà ma so che sarà una strada che dovrò percorrere per sempre, perché ho scelto di non considerare l’amore come un pezzo di marmo freddo immutabile ma come un blocco di argilla, solido ma malleabile, che subisce le trasformazioni del tempo, degli agenti esterni, delle mani, del calore.
L’amore come un elemento in continua evoluzione, che non è più ciò che era prima e non sarà più lo stesso tra poco.
Io credo nell’amore eterno.
Non nella passione eterna, non nel batticuore eterno, non nella pace eterna, non nella condivisione eterna.
Credo nell’amore eterno, perché credo nel processo evolutivo che ci permette di imparare e scoprire un modo sempre nuovo di vivere.
Ciò che oggi è passione, domani sarà altro, diverso, probabilmente migliore.
Un amore che va assecondato e affrontato con forza e coraggio, a cuore aperto perché i cambiamenti non risultino come sconfitte e ci allontanino da noi, dal vero noi.

Ho una grande opportunità. Inserito in una storia, in questa storia, ho la possibilità di farla fruttare.
È ora che mi metta nudo di fronte all’altro (che sono anche io stesso), mi lasci conoscere e mi conosca per ciò che sono, senza più difese, rancori, fughe, scusanti.
Una nudità che è verità e amore profondo e anche dolore.
Perché il dolore, il grande rifiutato dei giorni nostri, non va eliminato o escluso ma va accolto, è una parte di noi e della nostra identità.
Se rimane lì inespresso e inascoltato marcisce, e noi con lui. Mentre se è accolto aiuta a fiorire.
Dai dolori ripartire, per un ritrovarsi che sia festa.

Da qui nasce il 2014, l’anno della C, l‘anno della Consapevolezza.
Ma anche del coraggio, della comunicazione e della creazione.

E un po’ di musica per festeggiare.

I want you back – Jackson 5

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1 Commento

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