Libri che inventano libri

2014-11-16-14-58-03 Domani, 17 novembre, sarò al MAMbo – Museo di arte moderna di Bologna, insieme all’Associazione CDH/Coop. Accaparlante per l’appuntamento “La collezione a gattoni. Il MAMbo 0-12 mesi”, una visita guidata dedicata a genitori con figli dai 0 ai 12 mesi. L’opera che mi è stata affidata è “Le turbine” di Stefano Arienti. Stefano Arienti, tra le altre cose, prende dei libri, di qualsiasi tipo, e li sottopone a un processo di trasformazione attraverso il quale ottiene altri tipi di oggetti, nel caso specifico delle turbine. Prende il libro in quanto libro e, attraverso semplici e piccole azioni, lo trasforma in altro, ci gioca e attraverso il gioco, come fosse un bambino, reinventa la realtà. Il contenuto è sempre lo stesso ma il contenitore è altro. Ai visitatori che si recheranno al museo, presenterò, seguendo l’idea artistica di Arienti, i libri di alcuni scrittori o illustratori che, rompendo alcune regole (sociali, stilistiche, metodologiche…) hanno sottoposto a un processo di trasformazione il libro inteso nel suo concetto più classico. Autori e libri, cioè, che hanno immaginato e uscendo dagli schemi hanno aperto nuove strade, nuovi percorsi di apprendimento, di fantasia, di possibilità. Libri che sono sempre libri, ma un po’ diversi. Alcuni esempi. Gianni Rodari, La grammatica della fantasia – Einaudi Uno dei più grandi rivoluzionari della storia della letteratura, capace di mettere in discussione le regole, pur rispettandole. Ha permesso a molti di avvicinarsi alla lettura e alla scrittura, scoprendola come gioco e non come fatica. Fantasia come scelta di vita, come possibilità, como strumento per essere. Suzy Lee, L’onda – Edizioni Corraini Così semplice e così fondamentale. La sua trilogia del limite ha permesso a tutti di superare l’idea che la metà del libro fosse una zona inutilizzabile. Lei la usa, eccome, rendendola protagonista della storia, parte essenziale, non solo contenitore ma anche contenuto. Il limite come punto di incontro, come spartiacque tra i mondi, come possibili realtà complementari. Roald Dahl, Le streghe – Salani A parere del sottoscritto il più grande scrittore per ragazzi. Ha scritto per bambini ciò che era vietato raccontare. La cattiveria degli adulti, la perfidia delle figure educative, il menefreghismo dei genitori. Non solo questo però. Ha raccontato e suggerito ai bambini come difendersi, liberandoci dall’idea che gli adulti hanno sempre ragione. Mondi fantastici tanto reali da attivare facilmente il processo di identificazione. Iela Mari, Il palloncino rosso e i Silenti Book Il palloncino rosso è il primo silente book che ho letto. Successivamente ne ho scoperti molti altri, altrettanto belli. I libri senza parole possono essere scritti e possono essere letti. La forza delle immagini, la libertà dell’immaginazione. Libri per tutti, in tutte le parti del mondo, per tutte le classi sociali. Libri tattili Libri che si possono toccare, non solo con gli occhi o con la voce, ma anche con le mani. Per un esperienza a 360° che ci porta a entrare dentro il libro con una maggiore quantità di emozioni. Libri che aprono, che svelano, che mostrano. Ma poi anche Charles Dickens e i personaggi popolari, Ugo Fontana e le illustrazioni di massa, Edwarde Gorey e il bello del grottesco, Peter Newell, Roger Mello, Antonio Rubino, Steven Guernaccia…

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