Cosa c’è di meglio di un buon libro?

All’inizio della mia carriera di educatore, anche io ho letto qualcosa di autori/educatori capaci di scaldarmi il cuore con le loro parole e lo stile con cui scrivevano di educazione.

Leo Buscaglia, Maria Rita Parsi, Paolo Crepet.

 

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Altri che conosco ma che non ho avuto la fortuna di leggere: Lucia Rizzi (La tata), Raffaele Morelli.

Ciò che mi piaceva e che, per certi versi, considero ancora una qualità,  è il modo di scrivere e parlare di educazione. Un tentativo, anche riuscito, di tradurre in concetti semplici e alla portata di tutti, pensieri e riflessioni a volte complesse. Ora, non so se poi sono cambiato io oppure sono cambiati loro. Probabilmente entrambi. Non è che ce l’ho con questi psico-pedago-educa-scrittori. I primi tre che ho citato mi hanno anche aiutato molto in adolescenza. Però, ora come ora, vedendo che ancora pubblicano libri che dicono le stesse cose, trattano gli stessi temi, magari leggermente adattate al progresso tecnologico (non parlano più di tv ma di tablet), usano frasi a effetto (Ama i tuoi difetti e non ti ammali più – Non è il pensiero che rimargina ma lo sguardo giusto) che sul momento ti scaldano il cuore ma poi ti fanno sentire ancora più solo  e inadatto mi stranisco. E anche mi arrabbio. E mi chiedo se questo è il massimo che possiamo produrre. O forse anche io sono così e non me ne rendo conto’ (Vabbeh questo è un’altra riflessione).

 

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Quando un genitore mi chiede un libro che affronti temi educativi (le regole, l’uso dei videogiochi, l’autostima, la violenza…) in modo semplice e comprensibile, negli ultimi tempi consiglio di utilizzare dei libri di letteratura infantile. Principalmente da leggere senza secondi fini, da soli e insieme ai loro figli. Perchè è dalla lettura e dalla condivisione delle parole dell’autore che possono scaturire le risposte che l’adulto cerca. In questo modo, infatti, il genitore (ma anche l’educatore) ha la possibilità di: – riflettere sul tema che gli sta a cuore senza accontentarsi di risposte pronte e a effetto ma, come dice la parola educazione, trovandole dentro di sè; – godere del piacere di leggere qualcosa di ben scritto che, oltre a offrire spunti di riflessione, consente un esperienza di bellezza; – seguire il percorso della riflessione insieme al figlio, avendo una scusa bellissima per stare insieme e insieme crescere. Perchè il bambino cresce se cresce l’adulto e viceversa.

Ecco alcuni autori a cui faccio riferimento, a titolo di esempio.

Buona lettura, buona crescita!

 

Beatrice Alemagna, Davide Calì e Erlbruch Wolf

 

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Jerry Spinelli, Bianca Pitzorno, R.J. Palacio

 

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Beatrice Masini, Jules Verne, Ian Whybrow

 

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