Una settimana, un libro – (8/2015) A ciascuno il suo

e1PIwPDCIn Italia il numero delle persone che leggono diminuisce giorno dopo giorno, eesprimere il perchè si legge potrebbe stimolare anche altri a leggere.
#ioleggoperchè ci sono tante ragioni. Una di queste è che i libri raccontano la vita, la mia, quella che mi circonda. Perchè una storia, ben raccontata, racchiude anche tutte le altre, tutte le vite, reali o possibili.  Ogni settimana un libro, quindi, che la racconti, che ne contenga la sostanza.

(8/2015) A ciascuno il suo, Leonardo Sciascia

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La mia copia originale

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Un ritmo fluttuante e coinvolgente, una storia allo stesso tempo, classica e moderna con un finale soprendente, struggente.

La scrittura di Sciascia è molto affascinante.

Confonde e, allo stesso tempo, coinvolge.

Ciò che però più mi piace di questo scrittore sicilinao è la sua capacità di raccontare la realtà così com’è. Riesce a svelare ai nostri occhi quello che non riusciamo a vedere pur vivendolo in prima persona. Le relazioni,  il desiderio di potere, di controllo, l’omertà, la libertà, il bisogno di sapere, della verità.

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1964. In un paese dell’entroterra siciliano due uomini vengono uccisi in una battuta di caccia: il farmacista che aveva ricevuto una lettera anonima in cui veniva minacciato di morte e il dottor Roscio, suo amico. Partono le indagini ma il professore di italiano e latino Laurana, notando alcuni indizi sfuggiti agli inquirenti, si interessa direttamente al caso. Decide quindi  di indagare  conducendo una personale battaglia contro l’opinione pubblica e l’omertà mafiosa. Battaglia che lo porterà a scoprire, a svelare una realtà tanto palese quanto nascosta.

A ciascuno il suo vuol dire pur sapendo taci, fatti i fatti tuoi, vedi, sai ma non ti intromettere.

Non solo questo. A ciascuno il suo signifca anche non voler approfondire, non voler capire fino in fondo le ragioni che si muovono sotto l’apparenza, non farsi troppe domande, accontentarsi del pensiero comune, della superficie.

In questa settimana si è parlato di Isis, Libia, guerra, terrorismo. Anche in me si muove un istinto di difesa, di necessità di giustizia. Ma ciò che mi dicono è tutto? I ragionamenti che mi offrono sono completi? Posso accontentarmi di quello che mi viene offerto? Oppure ho bisogno di approfondire per poter scegliere io quello che ritengo giusto? Capire per essere libero.

Perchè nessuno possa dire, di me – Era un cretino! –

Citazioni

Proverbio, regola: il morto è morto diamo aiuto al vivo. Se lei dice questo proverbio a uno del Nord, gli fa immaginare la scena di un incidente in cui c’è un morto e c’è un ferito: ed è ragionevole lasciare lì il morto e preoccuparsi di salvare il ferito. Un siciliano invece vede il morto ammazzato e l’assassino: e il vivo da aiutare è appunto l’assassino[…] Io non sono siciliano fino a questo punto: non ho mai avuto inclinazione per aiutare i vivi, cioè gli assassini, e ho sempre pensato che le carceri siano un più concreto purgatorio.

Allegati

Dal libro è stato tratto un film, diretto da Elio Petri e interpretato da Gian Maria Volontè e Irene Papas.

Vale la pena!

Bellissma anche la colonna sonora di Luis Bacalov.

E se vi interessa approfondire qualcosa sullo scrittore, ecco un documentario su Sciascia da Rai Scuola.

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