Una settimana, un libro – (10/2015) Festa mobile

e1PIwPDCIn Italia il numero delle persone che leggono diminuisce giorno dopo giorno, eesprimere il perchè si legge potrebbe stimolare anche altri a leggere.
#ioleggoperchè ci sono tante ragioni. Una di queste è che i libri raccontano la vita, la mia, quella che mi circonda. Perchè una storia, ben raccontata, racchiude anche tutte le altre, tutte le vite, reali o possibili.  Ogni settimana un libro, quindi, che la racconti, che ne contenga la sostanza.

(10/2015) Festa mobile – Hernest Hemingway – (Mondadori)

La scelta del libro della settimana è obbligato.

Domenica scorsa, infatti, mi è arrivato l’invito a parteciapare alla Primavera Letteraria Brasiliana presso la Sorbona di Parigi. Una serie di eventi, incontri, confronti sulla latteratura brasiliana e, più in generale, lusofona contemporanea.

Un’emozione incredibile, un onore, un’opportunità bellissima.

Per le persone che incontrerò, per i pensieri che si attivano, per le riflessioni che posso fare, per la città che ci accoglierà.

Festa mobile di Hemingway raccoglie tutto questo, descrive in anticipo quello che vivrò, un’esperienza speciale.

Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna, perché Parigi è una festa mobile

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Festa mobile è un romanzo incompiuto nel quale Hemingway racconta il suo soggiorno a Parigi negli anni venti. Un insieme di ricordi, luoghi, avvenimenti, una specie di guida dell’anima dello scrittore che, in quella splendida città, insieme a tanti altri scrittori, muove i primi felici, anche se a volte difficili, passi nel mondo della letteratura.

Tra le pagine del libro ci si può perdere come tra le vie della città francese, ti ritrovi a fissare un balcone fiorito, a sbirciare dentro una panetteria o tra i tavolini di un bar.

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La città come spazio delle relazioni, come campo in cui coltivare un sogno, in cui allenarsi alla vita. La Senna come un fiume di parole in cui immergersi, come segno e simbolo di ciò che scorre e che, in quel momento preciso, ti si offre come opportunità da cogliere. E le persone come nutrimento dell’immaginario, dell’esperienza, delle relazione, fondamento della vita di ogni artista.

Infine il silenzio, quello spazio in cui abitare per non perdere se stessi, peccato mortale per ogni scrittore.

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La citazione

Te lo aspettavi di essere triste in autunno. Una parte di te moriva ogni anno quando le foglie cadevano dagli alberi e i loro rami erano nudi nel vento e nella fredda luce invernale . Ma sapevi che sarebbe sempre tornata la primavera, come sapevi che il fiume riprenderà a scorrere dopo essere stato gelato. Quando le fredde piogge continuavano e uccidevano la primavera, era come se una persona giovane fosse morta senza ragione. A quei tempi, comunque, la primavera finiva sempre per arrivare; ma era terrificante che avesse rischiato  di non farcela.

Allegati

Una puntata di Cult book sul romanzo

Se voltete scoprire la grandezza di Ernest Hemingway, ecco un bel documentario

E qui le parole di Fernanda Pivano, una sua amica

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