A me piaceva il mare

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A me piaceva il mare.
Seduto sugli scogli mi piaceva ascoltare la sua voce, a volte calma e rassicurante, altre volte impetuosa e appassionata.
Ogni tanto mi tuffavo per farmi trasportare dalla sua corrente o per essere cullato dalle sue onde.
E mentre guardavo l’orizzonte lontano, immaginavo cosa avrei potuto trovare se lo avessi raggiunto.
Un grande prato come quello che avevo visto in un libro a scuola.
Pieno di fiori colorati in cui avrei potuto rotolarmi senza paura di farmi male.
Una ruota panoramica, altissima, come quella che avevo visto di sfuggita nella tv del bar. Ci sarei salito per vedere se dall’alto gli uomini sono tutti uguali.
Una scuola in cui imparare come costruire pozzi.

Per questo un giorno sono partito.
Fuggito, è meglio dire.
Scappato.
Per avere ancora la possibilità di immaginare un futuro.
Per me.
Per la mia famiglia.
Per il mio popolo.

Il viaggio è stato lungo.
Ho camminato per molti giorni attraverso le montagne e il deserto.
Poco cibo, poca acqua, molta paura.
Se ci avessero scoperto?
Se ci avessero rapito?
Quando ho visto il mare, però, tutto è cambiato.
Di nuovo il mio amato mare, il suo profumo, la sua calma, il suo orizzonte.
Mi sono imbarcato immediatamente.
Eravamo tanti, tantissimo, troppi.
Non potevo perdere quell’occasione, però.
Quanto tempo avrei dovuto aspettare ancora?
E poi c’era il mare.
A me piaceva il mare.
Mi fidavo del mare, fino a quando.
Fino a quando abbiamo sentito i piedi bagnarsi e l’acqua un po’ alla volta salire fino alle ginocchia.
Le persone, tante, tantissime, troppe hanno cominciato a muoversi prima a destra poi a sinistra e la barca ha cominciato a dondolare, prima a destra poi a sinistra.
Qualcuno gridava di stare fermi, di stare tranquilli, di stare seduti.
Ma la paura è come un demone che si impossessa della tua volontà.
Le persone hanno continuato a muoversi, prima a destra poi a sinistra.
Finché la barca non si è ribaltata!
E con la barca siamo finiti tutti in mare.

Ricordo che l’acqua era fredda, un freddo che non avevo mai provato, che mi è arrivato subito fino alle ossa e i denti hanno cominciato a battere all’impazzata.
Cercavo di restare a galla, non volevo annegare.
Poi.
Poi non ricordo più nulla.

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