Solo l’amore crea

L’odio non è forza creativa; solo l’amore crea!

Uno dei viaggi più importanti della mia vita risale al 2003 quando ho partecipato a un pellegrinaggio in Polonia, nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau.

Ricordo come fosse ora l’entrata nel campo, il cancello, il muro delle fucilazioni, i mattoni delle case e l’ingresso nei bunker in cui i prigionieri venivano lasciati a morire.
Il senso di oppressione e di smarrimento, l’incapacità di comprendere il perché e il come.

Il dono più grande, poi, è stato quello di poter entrare e restare qualche momento in silenzio dentro la stanza nella quale morì Padre Massimiliano Kobe, un sacerdote cattolico che offrì la sua vita al posto di un altro prigioniero e che venne lasciato morire di stenti proprio in quella stanza.
Una sorte toccata a molti altri, in altre centinaia di celle.
Milioni di persone vittime dell’odio.

Un’esperienza che, seppur dolorosa, dovremmo fare tutti.
Entrare in quella stanza,
fare silenzio,
fare memoria,
sentire,
pregare,
vivere,
stare.
Per ricordare.
E ringraziare.
E fare dell’amore la nostra lotta.

Quella stanza, la stessa in cui il Papa si è fermato a pregare, viene chiamata Cella dell’Amore perché è stata testimone, in un contesto di odio, dolore e violenza di un grande atto di amore: libero, indipendente, generoso, creativo.

Amare è possibile, sempre.
Amare, forse, è l’unica nostra possibilità.

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