Archivi categoria: BUON ANNO

Buon 2017 – Anno della T

Manifesto 2017

Anno della T

“Esistono abitudini che è più onorevole trasgredire che seguire.”
(William Shakespeare)

trasgressione

Manifesto per il futuro.

Oroscopo letterario.

Parola bussola, che indichi il percorso, che  pungoli,

che non mi permetta di accomodarmi.

Il 2017, per me, sarà l’anno della T.

3dde35539f91b4a95906bc19c514ffa8

 

T come trasgressione, l’andare al di là, oltre lo schema e lo spazio conosciuto. Oltre la sicurezza di un sapersi accettato, benvoluto, giusto.

Trasgressione come forzatura, rischio e ricerca. Sfide che voglio affrontare, luoghi che voglio conoscere, mondi che voglio scoprire.

 

Trasgressione come rottura, come scandalo, come prospettiva che mi proietti dove già voglio essere, dove chi voglio essere già esiste.

Un ponte, pericoloso, oltre il quale incontrare me stesso.

d78e6a65b157ca94f90a1bb1710d9be7

 

 

Come il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, scruto l’orizzonte che conosco ma che, allo stesso tempo, appare misterioso. Desiderio e timore.

Trasgressione come forma della vita, come accettazione dell’unicità e della centralità del desiderio. Altruistico.

Trasgredire cioè scrivere cioè nascere.

Nuovamente.

Trasformare, trasformarmi, tramutarmi.

 

 

Buon anno 2016 – Anno della I

Buon anno 2015 – Anno della L

Buon anno 2014 – Anno della C

Buon anno 2013 – Anno della P

Lascia un commento

Archiviato in BUON ANNO

Buon 2016 – Anno della I

Manifesto 2016

Anno della I

Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa.
(Luigi Pirandello)

11937963_10206457966704663_3781001243639220648_o

Un piccolo manifesto per il nuovo anno.

Una lettera e qualche parola, come piccole stelle che guidino il cammino.

Come appigli per la scalata alla vetta.

Come un desiderio a cui prestare attenzione e dedizione.

Il 2016, per me, sarà l’anno della I.

2be7587f48a3ece5243fff6b8455178e

I come identità, quella dello scrittore che desidero essere, della voce che voglio far ascoltare, della mia postura di fronte alle cose del mondo.

Un’identità assunta, difesa, proposta.

“Come il primo vagito,
respiro con gli occhi
la nuova realtà che adesso vedo.

Non sono più io.
O forse non è più il mondo.
La conoscenza cambia la percezione.
Adesso che conosco, vedo.”

I come imbuto, perché una scelta va fatta.

I come indifeso, l’atteggiamento di chi fa delle parole la sua unica arma, il suo unico vestito, il suo unico dono.

Chi sono? Chi voglio essere?

In relazione con la mia storia, con la storia del tempo in cui vivo, con i contesti in cui abito.

Un’identità indifesa, quindi, rincorsa verso la propria unicità, responsabile della propria presenza.

Un’identità che trasgredisce le regole imposte e che diventa se stessa.

1573fc7afb3f5e3f0c0c70803fea230e

“Ogni uomo però non è soltanto lui stesso; è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo si incrociano una volta sola, senza ripetizione. Perciò la storia di ogni uomo fintanto che vive in qualche modo e adempie i volere della natura è meraviglioso e degno di ogni attenzione….

La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, il tentativo di una vita, l’accenno di un sentiero. Nessun uomo è mai stato interamente lui stesso, eppure ognuno cerca di diventarlo, chi sordamente, chi luminosamente, secondo le possibilità. Ognuno reca con sé, sino alla fine, residui della propria nascita, umori e gusci d’uovo d’un mondo primordiale. Certuni non diventano mai uomini, rimangono rane, lucertole, formiche. Taluno è uomo sopra e pesce sotto, ma ognuno è una rincorsa della natura verso l’uomo. Tutti noi abbiamo in comune le origini, le madri, tutti veniamo dallo stesso abisso; ma ognuno, tentativo e rincorsa dalla profondità, tende alla propria meta. Possiamo comprenderci l’un l’altro, ma ognuno può interpretare soltanto se stesso.” H. Hesse

00d1100d89bd1ba5946bcdbfa3495ccf

Soundtrack

Let it be

Buon anno 2015 – Anno della L

Buon anno 2014 – Anno della C

Buon anno 2013 – Anno della P

Lascia un commento

Archiviato in BUON ANNO

Anno della L

Manifesto 2015


Anno della L

“Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine… Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo non importa come lo si definisca, ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti”.  P. Coelho, Lo Zar

C’è chi immagina lo svolgersi della vita come una lunga linea retta che ci porta da un punto a un altro, da un inizio a una fine. In alcuni tratti forma qualche scalino, piccoli ostacoli da affrontare, su cui salire per procedere; in altre parti c’è qualche discesa che facilita il percorso, forse una piccola scorciatoia. Però sempre un’azione dopo l’altra, momenti che si seguono in ordine, un prima e un dopo e un’altro dopo.

Io, invece, mi sento più portato a immaginare la vita come una serie di cerchi con un inizio e una fine che a sua volta è un nuovo inizio che porterà a una nuova fine. Un percorso circolare che, ciclicamente, ci offre la possibilità di un cambiamento, di una nuova apertura. Un cerchio si chiude e un altro si apre,  un ciclo che ricomincia nuovo, sulla spinta di quello appena concluso… un moto perpetuo, ciò che siamo e ciò che possiamo essere, ciò che siamo stati e ciò che saremo. Cerchi successivi, uno dopo l’altro, ma che possono sovrapporsi, occupare lo stesso spazio per un tempo, come fossero una ripetizione del cerchio appena concluso.
Perché, in fondo, ogni giorno abbiamo l’opportunità del nuovo che ci viene in contro oppure possiamo scegliere il conosciuto, prenderci un tempo di riflessione e di stasi.

cb622b9b1f09d6c763a5ecfbc232bd7f0aa15ca1682ad5841e61df33a9138c76  829bcfc454de0070ec48f96674abd259
Secondo questa logica il mio 2015 sarà l’anno della L, l’anno del Lasciare, chiudere un cerchio per aprirme uno nuovo.

652b83e4b3104a9a1a9ba69d68455bc4

Lasciare il certo per l’incerto che toglie sicurezza ma regala energia.
Lasciare il conosciuto per ciò che ancora non conosco.
Lasciare l’uomo vecchio per quello nuovo, le abitudini passate per nuovi atteggiamenti.
Lasciare un porto per un nuovo mare, un nuovo viaggio, un nuovo mondo da scoprire e un nuovo porto a cui attraccare.
Lasciare l’orlo del burrone per spiccare il volo, quello per cui la vita stessa ci ha preparati.
Lasciare ma non dimenticare, non rinnegare, non rifiutare.
Perché chi dimentica ciò che è stato è destinato a perdersi.
E io non desidero perdere me stesso ma assomigliarci sempre di più.
29c915ef1d79a6041aa773dedf6c80ed
Lasciar perdere ciò che non vale la pena.
Ciò che non serve per proseguire il cammino.
Ciò che ormai ha fatto il suo corso.
Ciò che è consumato.
Ciò che è stato ma che ormai non è più.
Lasciare, lasciarsi andare, lasciarsi vincere dal sogno, dal desiderio.
Lasciarsi svuotare per potersi riempire di nuovo.
Lasciarsi trasportare e condurre allo stesso tempo.

363624314e0df387a514c9c757d5bcee-1

Lasciare che il flusso di pensieri, energie, desideri, conoscenze, parole mi attraversi e mi trasformi.
Lasciare che sia l’essere a definire il fare e non il contrario.
Lasciare che chi posso essere prenda il posto di chi sono.
Lasciare il pavimento per guadagnare cielo.
Lasciare oggi per giungere a domani.
Lasciare l’io per formare il noi.

Propositi per il nuovo anno

Lasciare un’immagine per una nuova identità.
Lasciare una terra per un altra.
Lasciare uno stile per uno più certo, una voce per un’altra più matura.

Lasciare uno spazio per scrivere un nuovo libro.
Lasciare tempo ai miei lettori.
Lasciare la casa in cui vivo ora.

Lasciarmi sorprendere.
Lasciarmi coinvolgere.
Lasciarmi guidare.

92f725ca466683e9f146769742a4d70e

Soundtrack

Bridge over troubled water – Elisa

Bridge over troubled water – John Legend

1 Commento

Archiviato in BUON ANNO

Buon 2014, anno della consapevolezza

Manifesto 2014
Anno della C

cammina

“Adesso che non devi più essere perfetto, puoi essere bravo”
Valle dell’Eden –  John Steinbeck

A cuore aperto si rischia di soffrire, anzi si soffre di più.
A cuore aperto ci si espone alla debolezza, alla non autosufficienza, alla solitudine, alla paura.
A cuore aperto ci si offre per ciò che siamo e con ciò che abbiamo.
A cuore aperto si rischia di vivere.
Per questo, a un certo punto, ho deciso di vivere a cuore aperto, perché lo ritengo l’unico modo per vivere una vita in cui possa riconoscermi.
Perché a cuore aperto si rischia di essere felici, si scopre di non bastare a se stessi, si entra in contatto con i propri bisogni e le proprie fragilità.
Perché a cuore aperto scopri chi sei e permetti agli altri di incontrarti, davvero. Un profondo senso di comunione, di libertà e di pace invade chi riesce a vivere a cuore aperto, libero da barriere e dalla necessità di difendersi.

A cuore aperto scrivo, scriverò e continuerò a scrivere.
Solo per condividere, per muovermi controcorrente e per non accettare passivamente il correre degli eventi evitando un confronto a favore di un falso rispetto.
Scrivo perché sono nato e cresciuto con un deficit comunicativo, ho una disabilità nella condivisione delle emozioni, l’accetto per ciò che è e, quindi, mi doto degli ausili utili al superamento delle difficoltà.

Nella mia vita ho perso tanto tempo a pensare di dover spiegare, raccontare, dire chi ero.
A pensare di dover condividere ciò che sentivo e provavo, quasi come dovessi essere giustificato, capito, compreso.
Ho perso tanto tempo a pensarlo come fosse un dovere, una scusa e, a un certo punto, ho cominciato a vivere.
Dopo tanti anni a trovare un senso, la vita stessa è diventata il senso.
Dopo tanti errori, scappatoie, scuse, nascondigli è stato bello uscire alla luce.
Non facile, non immediato e non privo di rischi.
Però bello.
Decidere di lasciare da parte i pregiudizi che provavo verso me stesso è stato un viaggio singolo, di sola andata. Ma alle fermate della mia vita ho incontrato tante persone, molti luoghi e un’infinità di esperienze che mi hanno fatto compagnia.

Ho perso zavorra per guadagnare altezza e immense profondità, dentro me e dentro la consapevolezza del mondo.
Ho incontrato l’Amore, quando ho aperto una fessura nella mia identità, quando ho accettato di non bastare a me stesso.
Ho incontrato l’amore e lo sto imparando, come un principiante della vita.
Non so dove mi porterà ma so che sarà una strada che dovrò percorrere per sempre, perché ho scelto di non considerare l’amore come un pezzo di marmo freddo immutabile ma come un blocco di argilla, solido ma malleabile, che subisce le trasformazioni del tempo, degli agenti esterni, delle mani, del calore.
L’amore come un elemento in continua evoluzione, che non è più ciò che era prima e non sarà più lo stesso tra poco.
Io credo nell’amore eterno.
Non nella passione eterna, non nel batticuore eterno, non nella pace eterna, non nella condivisione eterna.
Credo nell’amore eterno, perché credo nel processo evolutivo che ci permette di imparare e scoprire un modo sempre nuovo di vivere.
Ciò che oggi è passione, domani sarà altro, diverso, probabilmente migliore.
Un amore che va assecondato e affrontato con forza e coraggio, a cuore aperto perché i cambiamenti non risultino come sconfitte e ci allontanino da noi, dal vero noi.

Ho una grande opportunità. Inserito in una storia, in questa storia, ho la possibilità di farla fruttare.
È ora che mi metta nudo di fronte all’altro (che sono anche io stesso), mi lasci conoscere e mi conosca per ciò che sono, senza più difese, rancori, fughe, scusanti.
Una nudità che è verità e amore profondo e anche dolore.
Perché il dolore, il grande rifiutato dei giorni nostri, non va eliminato o escluso ma va accolto, è una parte di noi e della nostra identità.
Se rimane lì inespresso e inascoltato marcisce, e noi con lui. Mentre se è accolto aiuta a fiorire.
Dai dolori ripartire, per un ritrovarsi che sia festa.

Da qui nasce il 2014, l’anno della C, l‘anno della Consapevolezza.
Ma anche del coraggio, della comunicazione e della creazione.

E un po’ di musica per festeggiare.

I want you back – Jackson 5

1 Commento

Archiviato in BUON ANNO

Buon 2013

“Una comunità che non sostiene i propri artisti sacrifica l’immaginazione sull’altare della cruda realtà, rischiando di coltivare sogni senza valore” Vita di Pi – Yann Martel

Buon 2013 a tutti, che sia l’anno della P

435px-Latin_P.svg

2 commenti

Archiviato in BUON ANNO