Archivi categoria: educazione

La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre!

c80b3a7352635ca1128691035c07505cQualche giorno fa Debora Serracchiani ha detto che
“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza.”
Tutti ad attaccarla.
Secondo me non le avete dato il tempo di finire la frase.
Forse voleva dire:
La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma più inaccettabile quando è compiuto…
da un marito che abbiamo contribuito a educare nelle nostre scuole e dal quale ci aspettavamo un comportamento più rispettoso e giusto;
da un prete che contribuiamo a mantenere con l’8 per mille e che dovrebbe rappresentare valori di rispetto e amore per l’anima e per il corpo;
da una forza dell’ordine che rappresenta la legge ed è chiamata a difenderci e proteggerci da chi ci vuole male;
da un boyscout che incarna il valore del buon ragazzo che aiuta l’anziana ad attraversare la strada;
da un medico nelle mani del quale mettiamo la nostra salute;
da un fornaio, un pescatore, un insegnante, un giocoliere, uno scrittore, un agricoltore, un presentatore…
Insomma, da uno.
Oppure forse, non so, suggerisco che forse voleva o avrebbe voluto dire semplicemente che:
La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre!

Lascia un commento

Archiviato in educazione, nei panni di, sguardi

La diversità non è una scelta

18556007_10211637345745902_3429574177508959965_n

La diversità non è una scelta,
ma un dato di fatto!

Di questo parlo spesso con i bambini a scuola.
Che non sta a noi decidere se accettare o meno la diversità.
Perchè la diversità esiste e persiste nonostante la nostra approvazione.
E che la nostra approvazione non c’entra nulla con ciò che è naturale o meno.
La diversità, per esempio, è molto più naturale dell’uguaglianza.
Che consideriamo più accettabile solo perché più confortevole.

La diversità non è una scelta,
ma un dato di fatto.
Quello che possiamo scegliere, però, è come relazionarci con la diversità.

“Mentre Enrico pensava a tutto ciò, distratto, inciampò in una radice. Immediatamente si rialzò, si pulì le ginocchia e controllò che nessuno lo avesse visto.

Fissò la radice e sorrise.

Pensò a Paola e capì: come gli alberi, anche le persone hanno una parte nascosta e misteriosa che puoi conoscere solo se sei disposto a inciampare in loro.”
LaLezioneDegliAlberi

Siate coraggiosi,
siate liberi,
siate curiosi.

Inciampate!

16 maggio – #GiornataMondialeControLOmofobia

 

Lascia un commento

Archiviato in disabilità, educazione, ragazzi, scrittore

Essere se stessi, un rischio

6bfb43e9134c8e7e92385b50ca04d137

In queste ultime settimane ho incontrato molti e molte adolescentigiovani

A parte il grande senso di speranza
Perchè, diciamocelo, non esistono solo i bimbiminkia
Poi certo ci sono anche gli ormai populisti e qualche germe di fascistello
Però, al netto di ciò, a me questi 17enni/20enni mi sono proprio piaciuti, mi hanno dato un momento di allegria, uno sprazzo di cielo, un senso di possibile
Certo, sono tosti, ambivalenti, un momento interessati e combattivi e, subito dopo, completamente assenti e disinteressati
Sempre interessanti, però

Il nostro campo di incontro è stata la scrittura e la lettura
Molti non leggono libri, qualcuno scrive (anche se si vergogna a dirlo) eppure sono affascinati dall’esprimersi attraverso le parole, dal ritmo lento della penna sul foglio, dalla lettura e dall’ascolto del pezzo di vita che l’altro ha messo sulla carta

Quanta fragilità, quante incertezze e paure ma anche quale profondità, quale immensità e quante piccole gioie insignificanti
Il desiderio di potersi liberare dagli stereotipi, dalle costrizioni, dalle imposizioni sociali
Essere ascoltati, capiti, amati indipendentemente da tutto

Io ricordo bene la mia adolescente giovinezza
Siamo ancora gli stessi, sempre gli stessi
Alla ricerca di chi possiamo essere, interessati a esprimere il nostro potenziali senza che il giudizio degli altri ci condizioni
Lo so, la relazione con l’altro, anche quando vincolo, è un passaggio fondamentale
Ma sentirsi un palloncino accerchiato da spille pronte a pungerti appena cerchi di cambiare, di crescere, di elevarti, di diventare te stesso, soprattutto quando essere te stesso esce dagli schemi predefiniti di chi ti sta attorno, è difficile

Ti lascia la continua sensazione di essere sbagliato
Eppure, in quel desiderio-paura,c’è l’unico rischio che vale sempre la pena correre
Essere se stessi

Lascia un commento

Archiviato in educazione, ragazzi, sguardi

La magia della fiducia

In questi giorni ho avuto l’opportunità di parlare con circa 150 bambini de Il mago di Oz.

Loro lo hanno letto con le insegnanti, successivamente abbiamo riflettuto su quello che ci aveva più colpito di questa storia. E come sempre succede, riflettendo insieme, condividendo i loro pensieri e le loro domande, mi hanno fatto molto pensare.16999192_1340528559359734_4285885372507366814_n

E ho pensato a quante volte noi adulti, siamo responsabili nel portare i bambini a credere di non andare bene così come sono, proprio come succede ai tre personaggi della storia: lo spaventapasseri che pensava di non essere intelligente, l’uomo di latta di non essere capace d’amare e il leone di non essere sufficientemente coraggioso.

Quante volte facciamo lo stesso con i bambini convincendoli che non sono abbastanza intelligenti, semplicemente perché non rispondono in modo standardizzato alle richieste che gli facciamo.

Quante volte affermiamo che avere un cuore è uguale a essere buoni escludendo o definendo come negative tutte le altre emozioni che, invece, sono semplicemente espressione del nostro essere e di come stiamo in un determinato momento.

Quante volte confondiamo il coraggio con la mancanza di paura, mentre essere coraggioso significa avere gli strumenti e la consapevolezza per affrontarla, quella paura.

d99e6121ab096171c7628bd6145a4d17

Insomma quante volte come educatori abbiamo fatto credere ai bambini che non andavano bene così come sono invece di sostenerli nel loro percorso di crescita, fatto di sfide e avventure e conquiste che possono realizzare solo se partono dalla loro unicità. E da una buona autostima, frutto principalmente di un bacio sulla fronte che vuol dire mi fido di te, so che ce la puoi fare e se inciamperai, non ti giudicherò ma ti allungherò una mano per aiutarti a rialzarti.

Dovremmo pensare un po’ di più al mago di Oz, certamente un ciarlatano ma capace, quando si mostra per quello che è, di fare una grande magia, mostrare ai tre personaggi della storia che non hanno bisogno di cercare fuori da loro ciò di cui sentono la mancanza!

Lascia un commento

Archiviato in educazione, ragazzi, scrittore, sguardi

Un voto non definisce il valore di una persona

Qualche giorno fa, dopo aver condiviso alcuni voti delle pagelle, ho inviato alle mie nipoti questo messaggio:

Per quanto mi riguarda, nel bene e nel male, un voto non definisce mai il valore di una persona, casomai ne valuta l’impegno, una prestazione o una capacità. Voi valete indipendentemente dai vostri voti e siete belle persone non per quello che fate ma per quello che appunto siete.

3c3f20f24b81734c6f00fe1c9de88054

Foto di Robert Doisneau

In questo periodo in cui si parla di scuola e apprendimento e si distribuiscono colpe come fossero coriandoli a carnevale, mi convinco sempre più che uno dei primi problemi è legato al fatto che abbiamo sovrapposto apprendimento e giudizio e il voto come principale parametro del valore di una ragazza o di un ragazzo. A scuola come a casa. Se vai bene a scuola sei bravo, se non vai bene a scuola non sei bravo.

Abbiamo ridotto l’apprendimento a un’azione senza scopo. Come se apprendere fosse principalmente una questione di prestazione. Come se l’imparare avesse valore solo in base alla valutazione che un’altro esprime su di noi. In ogni ordine di scuola. In ogni contesto educativo.

Eppure, l’apprendimento non è un’attività che ha a che fare solo con la volontà. Se non dialoga con la passione, se non provoca la sfida, se non fabbrica endorfine allora è destinato alla sconfitta.

0da7690bedff9b0da6c6df95e6d1eced

Illustrazione di Davide Bonazzi

Apprendere, soprattutto oggi in cui il puro reperimento delle informazioni è semplicissimo, deve abbinarsi allo scoprire, all’inventare e al creare.

E se è necessario definire parametri e obiettivi comuni, allo stesso tempo è indispensabile valorizzare i diversi percorsi che ci permettono di raggiungerli. E chi è responsabile dei processi didattici ed educativi dovrebbe, anche attraverso percorsi di formazione obbligatori, apprendere a valutare la diversità del giovane allievo come un alleato e non come un ostacolo. Quelle caratteristiche che sentiamo come distorte perché differenti dal nostro modo consueto di pensare e essere come occasioni.

Apprendere, come fare l’amore, deve fare battere il cuore, deve far sudare, deve far desiderare qualcosa che ha a che fare con l’infinito.

Lascia un commento

Archiviato in educazione, ragazzi, sguardi

Giorno della memoria – Scuola Ciliani Prato

27 gennaio 2017, ho incontrato 6 classi IV della Scuola Primaria Ciliani di Prato che ha aderito al Festival un Prato di libri con il classico “Il diario di Anna Frank”.

L’occasione era, ovviamente, il Giorno della Memoria. I bambini avevano già riflettuto insieme alle insegnanti, sapevano tutto sui campi di concentramento, sulla razza ariana, sugli ebrei.

Con il mio contributo, piccolo piccolo, ho cercato di riportare questi temi così grandi e lontani nel tempo, all’oggi.

L’odio per l’altro che viene definito inferiore, nasce da ciò che intendiamo per diversità. Gli oltre 100 bambini di ieri avevano tanti colori diversi, i più svariati nomi, alcune disabilità, tanti modi di stare, intervenire, dire e pensare… la rappresentazione perfetta della società in cui viviamo, dove convivono e si arricchiscono tanti tipi e tanti modi di essere umani… il primo vero anticorpo contro la xenofobia.

Felice e orgoglioso di seminare speranza!

16299012_1304137832998807_5047713242542764107_n

Lascia un commento

Archiviato in #ioleggoperchè, dialoghi, educazione, ragazzi, scrittore

Un Prato di Libri

539289_443903245688941_624785797_n.png

A TUTTE LE SCUOLE DELLA PROVINCIA DI PRATO

Cari dirigenti scolastici e cari insegnanti,
eccoci di nuovo alla quinta edizione di “un Prato di libri 2017” festival della lettura per bambini e ragazzi, under 18 che si svolgerà nei mesi di marzo, aprile e maggio e che avrà i suoi giorni centrali nel 7, 8 e 9 aprile 2017 nei sette comuni della Provincia di Prato.
Stiamo progettando un programma con oltre 140 appuntamenti di cui la metà rivolti alle scuole e l’altra metà rivolti al pubblico e prevalentemente organizzati e curati da ospiti e volontari. Il progetto prevede appuntamenti con scrittori, illustratori, artisti, narratori e musicisti che esploreranno il tema della quinta edizione che sarà:
“I Classici legati da un filo in un Prato di libri”


Nel prato si può trovar di tutto, semi di tutti i tipi, terra in tutti i modi, lombrichi, radicchi, fiorellini, erbe vagabonde, erbacce spontanee o da curare.

Ognuno nel prato trova il suo posto, il suo spazio e ci sta bene: bioDiversità…il diritto all’essere te stesso, all’unicità, alla felicità…liberi di crescere nella diversità.
Ecco qui di seguito la riflessione di Roberto Parmeggiani da cui siamo partiti per strutturare l’edizione 2017.


“La letteratura per l’infanzia è un inno alla diversità.
I libri per ragazzi, in relazione al tempo e al contesto culturale in cui nascono, sono quelli che rompono prima di altri gli stereotipi proponendo personaggi che escono dagli schemi.
Offrendo una grande varietà di immagini con le quali è possibile identificarsi, sono un buon antidoto all’omologazione.
Da Dickens a Roald Dahl.
Da Bianca Pitzorno a Jerry Spinelli.
Da Davide Calì a Oliver Jeffers.
Una ricchezza di proposte che, però, deve essere messa a disposizione dei bambini, che deve essere resa sempre più accessibile, con la quale i bambini devono poter convivere quotidianamente.
Perché il rischio di uniformarsi è dietro l’angolo.
Il rischio di non essere più in grado di immaginarsi e sognarsi e scoprirsi unici è fortissimo.
Voci che parlano più forte e con mezzi apparentemente più accessibili formano un pensiero unico del quale poi è difficile liberarsi.
La principessa addormentata e il principe azzurro… che gran fregatura. Soprattutto se sono l’unica immagine a cui possiamo riferirci.
Frequentate i libri.
Le storie.
Le librerie.
Le biblioteche.
La diversità delle esperienze.
Le tante e differenti possibilità di essere.
Leggete e tra le parole troverete non solo un pezzo di voi stessi, ma anche qualcosa dell’altro che non siete ma che vi capiterà di certo di incontrare.
Leggete perché questo allenamento alle relazioni è uno degli antidoti più forti al razzismo, all’esclusione, al rifiuto di chi non è come noi che non ci farà paura perché diverso, anzi in quanto diverso ci interesserà.
Leggete, crescete liberi e felici”.
Roberto Parmeggiani


Seguono alcune note utili per comprendere come si svolgerà un Prato di libri
Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in #ioleggoperchè, educazione, ragazzi, scrittore, sguardi