Io non leggo da solo

Laboratorio sul benessere delle relazioni

Illustration-©-Oliver-Jeffers-Lost-Found-2005

  • Premessa

La scuola, oltre a trasmettere sapere, attiva processi di ricerca di senso, di scoperta della propria soggettività e della propria identità attraverso la relazione sociale. La scuola è, quindi, luogo privilegiato per l’apprendimento dello ‘stare insieme’, della capacità di valorizzare le differenze come ricchezza per tutti, dell’abilità alla relazione, requisito fondamentale per il benessere, proprio e del gruppo di appartenenza, nel presente e nel futuro.
Bullismo? Soprusi? Malessere? Pregiudizi? Razzismo?

Tante parole che spesso, invece di svelare il problema per affrontarlo ci fanno paiura. Proprio per il valore sociale dello spazio scolastico è, al contrario,  indispensabile, nel momento in cui si riscontrano situazioni di malessere nelle relazione, dare a ogni situazione il proprio nome, per poter affrontare i problemi con le giuste strategie.

I laboratori sono una parte del progetto, spunti che le insegnanti possono cogliere per continuare il lavoro durante le altre ore di lezione e vanno messi in relazione con il lavoro con i genitori, durante i quali informare e formare le famiglie rispetto al lavoro in classe.

Il progetto Io non leggo da solo  è  finalizzato, quindi, a  fare in modo che  i  processi di inclusione e la rete di relazioni con i coetanei  all’interno della classe  avvengano  in modo  positivo. A tal fine si mira a  potenziare negli alunni una  crescita sociale  attraverso  un approccio  ai problemi comportamentali di tipo “empatico”, il cui fine è  promuovere una riflessione sulle dinamiche relazionali, sui segnali di disagio e, in generale, sullo star bene a scuola.

  • Obiettivi

L’obbiettivo primario è quello costruire un sistema di regole, comportamenti e atteggiamenti che permettano di vivere bene con se stessi e con gli altri. E ciò è possibile se impariamo a conoscere e ascoltare se stessi e gli altri e rafforzando la dimensione dell’essere gruppo.
Per realizzare tali obiettivi, si raggiungeranno tappe intermedie:
. rafforzare l’autostima e  l’identità personale,
. riconoscere le proprie emozioni ed esprimerle in modo empatico,
. valorizzare la collaborazione come strategia per il superamento delle difficoltà,
. riconoscere l’importanza delle regole per la convivenza democratica.

  • Metodologie e strumenti

E’ possibile raggiungere questi obiettivi utilizzando lo strumento libro?

Certo!

L’incontro (o la serie di incontri) partono da un libro che permette, non solo di introdurre il tema attraverso la storia che racconta ma offre un contesto alternativo (quello della storia stessa) all’interno del quale potersi relazionare in modo nuovo, scoprendo startegie e modalità relazionali sane. Si alterneranno giochi di ruolo e attività in piccolo gruppo con momenti di riflessione e condivisione, in modo da rendere il lavoro piacevole e consentire un’alfabetizzazione emotiva, indispensabile per stabilire relazioni empatiche e rispettose.
Gli strumenti utilizzati prevedono una partecipazione attiva degli studenti e dell’insegnante.

In particolare avranno un ruolo importante i gruppi di discussione,  uno strumento molto utilizzato, non solo per risolvere eventuali problemi relazionali ma anche per raggiungere obiettivi di apprendimento.
“Scopo dell’attività è trasformare un insieme di studenti in un gruppo centrato sul confronto e sulla condivisone di idee e emozioni. Non si tratta di un gruppo terapeutico, centrato sulla soluzione di problemi di personalità bensì di un gruppo che mette al centro la discussione e la soluzione di argomenti di diversa natura, migliorando la comunicazione tra i partecipanti. Seguendo alcune semplici regole (ascoltare, sospendere il giudizio, non valutare, comunicare) i partecipanti apprendono a esprimere sentimenti e opinioni, senza temere il giudizio dell’altro, a non giudicare rafforzando il senso di identità, di appartenenza e di stima reciproca. Il conduttore (educatore ma anche insegnante) ha il ruolo di facilitatore, permettendo un buon coinvolgimento e la partecipazione di tutti. Ascolta in modo attivo, chiarifica dubbi, modera gli interventi, orienta in maniera utile la discussione attraverso domande senza mai valutare.
La discussione può realizzarsi anche a partire da giochi e attività pratiche (brainstorming, collage, lavori di gruppo, visione di filmati)  per permettere un’analisi degli aspetti non verbali. A fine incontro il conduttore rimanda una sintesi di ciò che è avvenuto in modo che, ciò che è successo, sia fonte di apprendimento.
I gruppi di discussione portano alla definizione di un medesimo stile comunicativo, di una condivisa rete di regole, accettate perché scelte insieme.”

  • Destinatari

Destinatari del percorso sono classi o gruppi di bambini dai 6 ai 13 anni.
Nel percorso è coinvolta anche un’insegnante, che parteciperà al gruppo alla pari degli studenti.

  • Tempi

I laboratori hanno una durata di 2 h. Perchè il progetto possa avere un effetto concreto sul gruppo, consiglio un percoso di almeno 8 incontri. Ciò non toglie che è possibile prevedere anche un singolo incontro sul tema.

  • Per informazioni

Potete contattarmi attraverso questo blog oppure potete chiamarmi. Troveremo insieme la soluzione più efficace e adatta alle vostre esigenze.

Roberto Parmeggiani – 347.2646651

 

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