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Inno alla diversità

La letteratura per l’infanzia è un inno alla diversità.

I libri per ragazzi, in relazione al tempo e al contesto culturale in cui nascono, sono quelli che rompono prima di altri gli stereotipi proponendo personaggi che escono dagli schemi.
Offrendo una grande varietà di immagini con le quali è possibile identificarsi, sono un buon antidoto all’omologazione.

Da Dickens a Roald Dahl.
Da Bianca Pitzorno a Jerry Spinelli.
Da Davide Calì a Oliver Jeffers.

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Una ricchezza di proposte che, però, deve essere messa a disposizione dei bambini, che deve essere resa sempre più accessibile, con la quale i bambini devono poter convivere quotidianamente.
Perché il rischio di uniformarsi è dietro l’angolo.
Il rischio di non essere più in grado di immaginarsi e sognarsi e scoprirsi unici è fortissimo.

Voci che parlano più forte e con mezzi apparentemente più accessibili formano un pensiero unico del quale poi è difficile liberarsi.
La principessa addormentata e il principe azzurro… che gran fregatura. Soprattutto se sono l’unica immagine a cui possiamo riferirci.

Frequentate i libri.
Le storie.
Le librerie.
Le biblioteche.
La diversità delle esperienze.
Le tante e differenti possibilità di essere.

Leggete e tra le parole troverete non solo un pezzo di voi stessi, ma anche qualcosa dell’altro che non siete ma che vi capiterà di certo di incontrare.

Leggete perché questo allenamento alle relazioni è uno degli antidoti più forti al razzismo, all’esclusione, al rifiuto di chi non è come noi che non ci farà paura perché diverso, anzi in quanto diverso ci interesserà.

Leggete, crescete liberi e felici.

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12 (sottovalutati) diritti dei bambini

 

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Norman Rockwell, dipinto di Ruby Bridges prima bambina Afro-Americana ad andare a scuola in una classe di bambini bianchi

In occasione dei festeggiamenti della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre), elenco i miei 12 (sottovalutati) diritti dei bambini

1. Diritto al silenzio e anche a piccole dosi di solitudine, perché apprendano ad ascoltarsi e a non aver paura di stare con loro stessi

2. Diritto a sporcarsi, perché vivere senza sporcarsi è vivere un po’ meno

3. Diritto a vedere rispettato il proprio ritmo perché ognuno, in fondo, impara, cresce, scopre, conosce, ama a un ritmo unico

4. Diritto alle scoregge perché come dice un detto popolare: tromba di culo, sanità di corpo, chi non scoreggia è un uomo morto

5. Diritto alla mancanza per poter imparare a distinguere tra indispensabile e superfluo

5bis. Diritto al minimo indispensabile perchè l’indispensabile non è negoziabile

6. Diritto alla verità perché siamo noi adulti che pensiamo che i bambini siano incapaci di sopportarla

7. Diritto al contatto perché è il modo più facile per ricordarci che esistiamo

8. Diritto alla paura perché negare di aver paura è una delle violenze più tragiche

9. Diritto alla risata incontrollata anche in momenti poco opportuni: durante una lezione, al cinema, a tavola. E noi adulti, ridiamo insieme a loro

10. Diritto alle lacrime, perché imparare a piangere è più importante che imparare a parlare

11. Diritto allo sbaglio, la perfezione non esiste e di persone perfette non ce ne facciamo niente

12. Diritto alla libertà di essere quello che si è!

13. Diritto alla cittadinanza sempre e ovunque, perché non è il luogo in cui nasci a definire il tuo diritto ma è il nascere che di diritto ti fa cittadino di questa terra.

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13 libri da non leggere ai bambini

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ATTENZIONE

13 libri che non dovreste mai leggere ai vostri figli o che loro non dovrebbero mai leggere di nascosto altrimenti…

. L’anatra, il tulipano e la morte di Erlbruch Wolf

. Matilda di Roald Dahl

. Bisognerà di Thierry Lenain

. Oh-Oh! di Chris Haughton

. Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno

. Io e Niente di Kitty Crowther

. L’albero di Shel Silverstein

. Favole al telefono di Gianni Rodari

. Qualcos’altro di Kathryn Cave, Chris Riddell

. Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak

. Fiabe tutte da ridere di Italo Calvino

. L’alce Gustavo di Kriegel Volker

. Oscar e la dama in rosa di Éric-Emmanuel Schmitt

… altrimenti per voi saranno guai seri.

Perché conosceranno cose,

della vita e della morte,

la paura e l’avventura,

la solitudine e l’amicizia,

la bontà e la cattiveria,

la poesia e la tragedia,

la diversità e l’unicità,

la tradizione e l’innovazione.

Scopriranno delle verità,

apprenderanno un linguaggio emozionale,

sperimenteranno la bellezza,

acquisiranno strumenti di libertà.

E allora potrete abbandonare ogni speranza,

qualsiasi cosa farete non riuscirà più a impedire ai vostri figli

di essere liberi e felici.

E voi lo avete un libro proibito?

 

 

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piantare nuove parole

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Il linguaggio non è neutro, le parole formano, creano, costruiscono, educano.

 

Ieri ho visto quella tipa.

Dai, la figlia di, quella bella figa, la moglie di…

Ma dai è la madre di e la zia di…

Prima era la donna di poi è stata la compagna di e alla fine lui l’ha sposata perché lei ci era rimasta.

Ma dai quella bella, la sorella di e nipote del… che prima era una suora e poi la dava via a tutti.

La qualcosa di…

 

Ecco, forse potremmo cominciare anche da qui.

Dal chiamare una donna per nome e non a seconda della relazione che ha con qualcun altro, della sua subalternità, dell’essere la qualcosa di qualcuno o, ancora più semplicemente, una parte del corpo

Il femminicidio è il frutto, non il seme.

Per questo se vogliamo raccogliere frutti nuovi e differenti dobbiamo cominciare a piantare parole nuove.

Nuovi modi di costruire un pensiero a considerare l’altro non come proprietà o proiezione o sottogruppo.

A considerare l’altro come tale, in se stesso, donna o uomo, essere umano.

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farsi prossimi

Tentativo di mettermi nei panni di Gino Strada.

Tento inutilmente di definire confini, proteggermi, per direzionare meglio le forze e gli interventi, ma le uniche frontiere che riconosco sono quelle umane, corpi come misteriosi involucri di carne e spirito che non hanno bisogno di check-point o permessi di soggiorno per essere attraversati.

“Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra. Per quanto possa sembrare solo un gioco di parole, la differenza, per me, la fanno le migliaia di persone che ho incontrato in questi anni.

Non metto in dubbio che la pace sia un obiettivo primario per il futuro dell’umanità, però, troppo spesso, per realizzarla qualcuno pensa che sia necessarie una ‘missioni di pace’.

Io no.

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