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L’odore degli abbracci

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L’odore degli abbracci.
Mi rimane attaccato dopo un incontro.
Scendendo la strada tra gli alti palazzi, immerso nel verde della collina, con la voce stanca per aver letto e parlato tanto, con nelle orecchie le tante domande, lo sento.
E’ l’odore che ti lasciano gli abbracci.
Sui vestiti, sulle guance, tra le mani.

E ti ricordi di quel bambino che forse parla troppo e dice cose anche a vanvera per farsi sentire, per farsi vedere, per manifestare la sua presenza.
Quel bambini che però, per il potere magico delle storie e delle relazioni, hai chiamato vicino per fargli ripetere quello che ha detto, perchè avevi sentito che aveva detto una cosa interessante.
E lui, per timore di essere sgridato, aveva cambiato risposta. Allora lo hai guardato e gli hai detto di non avare paura e ripetere quello che aveva detto quando era al posto perchè aveva detto una cosa davvero intelligente.
E lui, allora, ti aveva guardato stupito, lo stai dicendo proprio a me? Ma sei sicuro? Io, intelligente?

E mentre cammini veloce per andare a prendere un autobus che speri passi in orario, l’odore dell’abbraccio che quel bambino ti ha impresso sul cuore si posiziona come il pezzo di un puzzle che comincia a far parte di te.
E speri che anche in lui abbia trovato posto un piccolo mattoncino che lo aiuti a sentirsi più forte, più consapevole, più libero.

Grazie piccolo abbraccio!

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Di là

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Arrivo trafelato al lavoro, dopo una difficile, come sempre, riunione in comune.
Prendo il telefono e senza fermarmi nemmeno un minuto, incalzato dalla mia collega Emanuela, chiamo una scuola per organizzare la partecipazione a un bando che scade… oggi.
Risponde la segreteria che va a verificare che la maestra può venire al telefono.
Passano cinque minuti finché arriva.

Prima di parlare di lavoro, mi dice, svelami una cosa. Ma tu hai scritto un libro che si chiama Di là, su un bambino, il suo papà…?
Sì, rispondo incerto.
Il libro in effetti l’ho scritto e stavo aspettando a giorni la pubblicazione. (Ne erano state però stampate alcune copie da un’associazione che aveva amato il progetto, una delle quali immagino sia arrivata nelle mani della maestra.)
Lasciami dire, continua, emozionante, delicata e rassicurante. Bravo!
Rimango a bocca aperta, una bella sorpresa, inaspettata, per un libro coraggioso.
Quell’ultima parola, rassicurante, pronunciata da una maestra che stimo e soprattutto che conosce il polso dei bambini mi ha rassicurato, a sua volta.

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Brillo di questa bella allegria che ogni tanto gli intrecci della vita ti regalano, riparto e vado a incontrare dei ragazzi in una scuola superiore. Chiacchieriamo sul valore delle parole, sul potere delle parole, sull’uso che facciamo delle parole. Un bell’incontro, intenso, che consuma molte delle mie energie.
Torno a casa, mi rilasso un attimo poi apro facebook con calma e cosa trovo?

Di là è uscito!!!
In Spagna è già disponibile nei negozi mentre in Italia arriverà a inizio 2018 (è però possibile acquistarlo online).

AL OTRO LADO/DI LA’
di Roberto Parmeggiani
illustrato dalla bravissima Anna Forlati
Ediciones La Fragatina!

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Il mondo di Arturo

Il mondo di Arturo è un libro per ragazzi con le illustrazioni dell’artista João Vaz de Carvalho pubblicato, per ora, solo in Brasile (O mundo de Arturo – Editora Nós).

Si tratta di un libro a cui tengo molto, per molti motivi.

Perché parla di cavalieri, desideri e mulini a vento.

Di amore, coraggio e poesia.

Perché parla un po’ di me, della mia storia in relazione alla scuola e alla fatica che ho fatto per imparare a imparare.

Perché parla di fiducia e di quanto è importante che le persone ti sostengano nella scoperta delle tue potenzialità.

Perché è un libro colorato, con bellissime illustrazioni e pieno di emozioni.

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Arturo, a scuola, aveva un sacco di problemi.

La maestra che gli ripeteva continuamente le stesse cose.Devi leggere di più!”Devi scrivere meglio!”Devi studiare con più impegno!”


Alcuni compagni che non perdevano occasione per prenderlo in giro.Chi ti ha tagliato i capelli? Il macellaio?”Bella questa maglia… te l’ha imprestata tuo nonno?”Quella è una palla. Devi calciarla, non caderci sopra!”

E le risate che riempivano l’aula a ogni parola sbagliata.Che cosa hai detto?!”Non hai ancora imparato a leggere?”Sei normale?”

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Sulla pagina del libro, Arturo combatteva una terribile battaglia finché, all’improvviso, le lettere si scioglievano nella carta come lo zucchero dentro il tè caldo. Allora le cercava, guardava dappertutto, perfino sotto al banco, ma non le trovava. Aspettava, respirava, non voleva alzare lo sguardo e trovare tutti quegli occhi che lo guardavano come fosse un condannato. Nonostante tutto, provava lo stesso a dire una parola! Quasi sempre, però, era sbagliata oppure ci aveva messo troppo tempo. E di tempo non ce n'era, bisognava fare in fretta, non potevano di certo aspettare tutti lui, che era “distratto, svogliato e non studiava abbastanza”. E con le lettere, a quel punto, anche Arturo scompariva, nascosto dietro una virgola o sotto un punto, messo tra parentesi, cancellato con la gomma.

Ma in fondo a chi poteva importare? Ormai l’aveva capito che non valeva niente.

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Tu zio sei solo un desideratore” gli disse un giorno Arturo.Un cosa?”Un desideratore!”E chi sono i desideratori?”Sono quelli che hanno desideri impossibili.”Ma non esistono desideri impossibili” rispose lo zio “esistono solo i desideratori, come li chiami tu: quelli che si prendono cura dei loro desideri e quelli che se li dimenticano dentro un cassetto. E tu, Arturo, che tipo di desideratore sei?”Un desideratore incapace, zio!”E perché?”Perché sbaglio sempre tutto.”Uhm… Arturo sai qual è lo sbaglio più grande che può fare un uomo?”

“… quale?”Smettere di credere in se stesso!”Anche quando sai che non sarai mai capace di realizzare alcun desiderio?”Nessun desiderio è irrealizzabile se qualcuno crede in noi e ci vuole bene.”Allora io sono fortunato.”Perché?”Perché io ho te!”

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Essere se stessi, un rischio

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In queste ultime settimane ho incontrato molti e molte adolescentigiovani

A parte il grande senso di speranza
Perchè, diciamocelo, non esistono solo i bimbiminkia
Poi certo ci sono anche gli ormai populisti e qualche germe di fascistello
Però, al netto di ciò, a me questi 17enni/20enni mi sono proprio piaciuti, mi hanno dato un momento di allegria, uno sprazzo di cielo, un senso di possibile
Certo, sono tosti, ambivalenti, un momento interessati e combattivi e, subito dopo, completamente assenti e disinteressati
Sempre interessanti, però

Il nostro campo di incontro è stata la scrittura e la lettura
Molti non leggono libri, qualcuno scrive (anche se si vergogna a dirlo) eppure sono affascinati dall’esprimersi attraverso le parole, dal ritmo lento della penna sul foglio, dalla lettura e dall’ascolto del pezzo di vita che l’altro ha messo sulla carta

Quanta fragilità, quante incertezze e paure ma anche quale profondità, quale immensità e quante piccole gioie insignificanti
Il desiderio di potersi liberare dagli stereotipi, dalle costrizioni, dalle imposizioni sociali
Essere ascoltati, capiti, amati indipendentemente da tutto

Io ricordo bene la mia adolescente giovinezza
Siamo ancora gli stessi, sempre gli stessi
Alla ricerca di chi possiamo essere, interessati a esprimere il nostro potenziali senza che il giudizio degli altri ci condizioni
Lo so, la relazione con l’altro, anche quando vincolo, è un passaggio fondamentale
Ma sentirsi un palloncino accerchiato da spille pronte a pungerti appena cerchi di cambiare, di crescere, di elevarti, di diventare te stesso, soprattutto quando essere te stesso esce dagli schemi predefiniti di chi ti sta attorno, è difficile

Ti lascia la continua sensazione di essere sbagliato
Eppure, in quel desiderio-paura,c’è l’unico rischio che vale sempre la pena correre
Essere se stessi

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un Prato di libri – 1° incontro sui classici

Primo incontro per “un Prato di libri”
Con tutte me stesso, corpo e espressioni comprese.

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A misura di bambino

Parliamo di classici: Zanna Bianca, Il libro della giungla, Roald Dahl.
E di come entrare nel mondo delle storie significa sapere da dove parti ma non dove arrivi o meglio, chi arrivi.

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Scuola Cuore Immacolato

Perchè i personaggi e le avventure delle storie, tutte le buone storie, ti permettono di immaginare il possibile e credere nell’impossibile.

Ti offrono tante possibili immagini di chi potresti essere.
Ti svelano che l’unica normalità è l’unicità.

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Scuole Gianni Rodari

C’è stato spazio anche per leggere i miei libri: #LaNonnaAddormentata(Kalandraka Italia) e #LaLezioneDegliAlberi (Massimiliano Piretti Editore)
E per emozionarsi: Ho letto il tuo libro e me ne sono innamorato (8 anni), Hai usato delle parole molto poetiche (9 anni), Io ho un progetto di aprire una libreria “Buone letture” (9anni)

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Raccontando La lezione degli alberi

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