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Quando cadde il cielo

26 anni fa, 6 dicembre 19990, un aereo militare è caduto su una scuola di Casalecchio di Reno, l’Istituto Tecnico G. Salvemini, uccidendo 12 ragazzi e ferendone più di ottantina.

Io ero lì quel giorno. In occasione del 25esino anniversario, una poesia!

 

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25 anni fa sono morto.
Schiacciato, bruciato, strappato alla vita, giovane vita, fresca vita.
Troppo presto, troppo in fretta.
Troppo.
Quell’odore, quel silenzio, quell’assurda paura di non avere più una protezione.

25 anni fa sono morto.
Prima ero, poi non ero più io.
Possibile?
Impossibile, non è possibile, eppure è reale, è successo, l’insuccesso.
Ne porto i segni, i vuoti, le mancanze.
Mancano i sogni.
Manca la leggerezza.
Manca la stupidità dei 14 anni.
Mancano loro.

25 anni fa sono morto.
Mi hanno ucciso.
Mi hanno tolto la giovinezza.
Lo sguardo illuso.
Nessun colpevole, solo il fato.
In fondo, è colpa mia.
Che mi fidavo.
Che pensavo che non potesse succedere una cosa di quel tipo.
Stupido io, illuso.
Credere che ci sono ruoli, colpe, responsabilità.
Che diventare adulti significa prendersi cura.

25 anni fa sono morto.
Perché io? Perché loro?
Sono morto, eppure vivo ancora.
Con la fottuta convinzione che il domani è una possibilità.
E che solo oggi è una certezza.
E che solo oggi posso essere cosciente.
E che solo oggi posso ricordare.
Che solo oggi posso.

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Premio Letterario Nazionale Uniti per Crescere. Diversamente uguali: la disabilità vista con gli occhi di bambini e ragazzi

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L’Associazione ‘Uniti per Crescere Onlus’, con sede a Padova presso il Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino è da anni impegnata nel diffondere la conoscenza delle malattie neurologiche del bambino e dei bisogni di chi ne è colpito, e nel migliorare la vita di questi pazienti. In particolare, l’Associazione conduce un progetto per favorire l’inclusione scolastica mediante il coinvolgimento consapevole di insegnanti, genitori e compagni di classe.

Nell’ambito di tali attività, l’Associazione indice per l’anno scolastico 2016/2017 un Premio Letterario Nazionale sul tema: ‘Diversamente uguali: la disabilità vista con gli occhi di bambini e ragazzi’. Il concorso vuole esplorare la percezione della disabilità nei bambini e nei ragazzi utilizzando la scrittura come mezzo per veicolare emozioni, riflessioni, dubbi, paure, speranze, perché la disabilità non appartiene a un mondo separato dalla ‘normalità’ ma si pone in un continuum di cui tutti noi, sin dall’infanzia, facciamo parte. Il concorso si inserisce all’interno del più ampio progetto di integrazione del bambino con disabilità e desidera offrire un’ulteriore possibilità alla scuola e al singolo alunno di crescere nella vera accettazione dell’altro. La Giuria, presieduta da Luigi Dal Cin, noto autore di libri per ragazzi – premio Andersen 2013 per il miglior libro 6/9 anni – sarà composta da Gigliola Alvisi, scrittrice per ragazzi, Roberto Parmeggiani, educatore e scrittore per ragazzi, Carla Ravazzolo, insegnante e scrittrice, Lisa D’Este, genitore dell’Associazione.

Il concorso si rivolge agli studenti della Scuola Primaria – a partire dalla classe terza – e della Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado, ed avrà ad oggetto componimenti letterari in ogni forma stilistica (racconto realistico, racconto fantastico, diario, lettera, biografia, etc…)

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Premio Letterario Nazionale Uniti per Crescere

Diversamente uguali: a disabilità vista con gli occhi di bambini e ragazzi

  1. L’Associazione ‘Uniti per Crescere’ Onlus indice la prima edizione del Premio Letterario Uniti per Crescere sul tema “Diversamente uguali: la disabilità vista con gli occhi di bambini e ragazzi”. Il concorso vuole esplorare la percezione della disabilità nei bambini e nei ragazzi utilizzando la scrittura come strumento per veicolare emozioni, riflessioni, dubbi, paure e speranze. La disabilità infatti non appartiene a un mondo separato dalla ‘normalità’, ma fa parte del nostro vissuto sin dall’infanzia. Il concorso si inserisce all’interno del più ampio progetto di inclusione del bambino con disabilità nella scuola e desidera offrire un’ulteriore possibilità al singolo alunno di crescere nella piena accettazione dell’altro.
    2. Il Premio è articolato nell’unica sezione Narrativa.
    3. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti gli studenti frequentanti la Scuola Primaria, dalla classe terza, e la Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado.
    4. Gli elaborati saranno suddivisi nelle seguenti categorie:
    A: Scuola Primaria: classi terze, quarte e quinte,
    B: Scuola Secondaria di Primo Grado,
    C: Scuola Secondaria di Secondo Grado.
    D: una categoria speciale sarà riservata a fratelli o sorelle di una persona con disabilità; sarà a discrezione dell’autore scegliere se concorrere nella categoria speciale o a quella di appartenenza per frequenza scolastica.
  2. Le opere, inedite e redatte in lingua italiana, dovranno pervenire via posta in cinque copie inserite nello stesso plico. Ogni opera dovrà recare il titolo e la categoria cui partecipa, ma non dovrà riportare alcun segno di identificazione in modo da garantire l’anonimato per i lavori della Giuria. Nello stesso plico dovrà essere presente una busta sigillata contenente i seguenti dati del partecipante: nome, cognome, età, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, recapito telefonico, indirizzo e-mail, scuola frequentata e la seguente dichiarazione firmata sia dal partecipante che, nel caso di minori di età, da un genitore: “Io sottoscritto…, avendo preso visione e accettato il bando di partecipazione al PREMIO LETTERARIO UNITI PER CRESCERE dichiaro che il testo allegato intitolato… è una mia opera, autentica e inedita, e con questo sollevo il Premio Uniti per Crescere da ogni eventuale accusa di plagio e relative conseguenze legali. Autorizzo l’Associazione Uniti per Crescere Onlus al trattamento dei dati personali per le sole finalità di partecipazione al Premio, ai sensi del D. Lgs. 196/2003 a tutela della privacy”.
    6. Ogni opera dovrà avere un unico autore.
    7. Gli elaborati non dovranno superare le tre pagine dattiloscritte, per un massimo di complessive 9000 battute compresi gli spazi.
    8. Sono ammesse tutte le forme stilistiche (racconto realistico, racconto fantastico, diario, lettera, biografia, etc…).
    9. Ogni autore può partecipare con una sola opera.
    10. Le opere dovranno essere inviate tramite posta cartacea entro il 1 marzo 2017 all’indirizzo Associazione Uniti per Crescere presso Prof. Giorgio Perilongo, Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino, via Giustiniani n. 3, 35128 – PADOVA (PD).
    11. La Segreteria Organizzativa del Premio, all’atto della ricezione delle cinque copie cartacee, provvederà ad inviare una e-mail per confermare l’iscrizione al Premio. Il partecipante deve mantenere il proprio indirizzo e-mail operativo e funzionante per poter essere contattato.
    12. Il materiale inviato non sarà restituito.
    13. Gli elaborati saranno valutati da una Giuria presieduta dall’autore di libri per ragazzi Luigi Dal Cin e nominata dal Presidente dell’Associazione in accordo con il Presidente di Giuria. La Giuria, oltre al Presidente, sarà composta da quattro membri selezionati sulla base di specifiche competenze ed esperienze. Le scelte della Giuria sono insindacabili e inappellabili, anche nell’eventuale decisione di non assegnare un premio. Il lavoro della Giuria sarà supportato da un incaricato scelto tra i soci dell’Associazione che assumerà il compito di segretario verbalizzante dei lavori.
    14. Per ogni categoria saranno premiati gli elaborati classificati al primo posto.
    15. I Premi saranno così suddivisi:
    Categoria A – Scuola Primaria, classi terze, quarte e quinte: 400 euro, dei quali 100 euro al vincitore e 300 euro alla scuola di appartenenza;
    Categoria B – Scuola Secondaria di Primo Grado: 450 euro, dei quali 150 euro al vincitore e 300 euro alla scuola di appartenenza;
    Categoria C – Scuola Secondaria di Secondo Grado: 500 euro al vincitore, dei quali 200 euro al vincitore e 300 euro alla scuola di appartenenza;
    Categoria D – Fratelli di bambini con disabilità: lo stesso premio previsto per la classe scolastica di appartenenza del partecipante.
    Accettando il Premio il Vincitore autorizza l’Associazione ‘Uniti per Crescere’ ad utilizzare il nome del partecipante e il suo elaborato senza alcun diritto di ricevere ulteriore compenso.
  3. La Giuria si riserva di segnalare gli elaborati particolarmente meritevoli per originalità di stile e di tema. I partecipanti che verranno segnalati accettano di riconoscere all’Associazione ‘Uniti per Crescere’ gli stessi diritti concessi dai Vincitori.
    17. I premi possono essere attribuiti ad un concorrente che sia già stato vincitore nelle precedenti edizioni solo dopo un intervallo di tre anni.
    18. L’Associazione darà comunicazione ai Vincitori e ai Segnalati a mezzo e-mail e telefono informando altresì sulla data di premiazione (prevista per il mese di maggio) e le sue modalità.
    19. La Cerimonia di Premiazione sarà organizzata in forma pubblica.
    20. I premi dovranno essere ritirati, se possibile, personalmente mediante presentazione di un proprio documento di riconoscimento. Ove non venissero ritirati, rimarranno di proprietà dell’Associazione.
    21. Per quanto non previsto dal presente bando, le decisioni sono rimesse al Presidente dell’Associazione.
    22. La domanda di adesione è reperibile sul sito internet dell’Associazione ‘Uniti per Crescere Onlus’: www.unitipercrescere.net.
    23. La partecipazione al Premio implica l’accettazione di tutte le norme del presente regolamento. La mancata osservazione del regolamento comporterà l’esclusione dal Premio.

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Morire per difetto

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Sapete cosa penso?

Che non è la droga ad avere ucciso Ilaria, Lamberto e tutti gli altri, sconosciuti. Non sono nemmeno l’alcol, i superalcolici dentro o fuori dalle discoteche, la velocità.

Certo, sono la causa oggettiva e tecnica che li ha portati alla morte.

Ma non credo che ci si possa lavare la coscienza dicendo che quei giovani sono morti per colpa di qualcosa, per eccesso nell’uso di una qualche sostanza.

Quelle persone non sono morte per eccesso bensì per difetto, per difetto di limiti.

Adesso penserete al limite come ostacolo: bene, giusto, proibire, vietare, chiudere, porre ostacoli insuperabili, segregare, relegare, impedire.

La paura, l’inadeguatezza, la preoccupazione ci farebbero dire e fare proprio questo.

Eppure, limite può voler dire anche qualcos’altro, per esempio opportunità, occasione, possibilità. Ecco allora che diventa più chiaro cosa intendo io per limite: offrire un’alternativa.

Perchè se io penso di non aver altre possibilità, di essere spacciato, se non trovo una parola, uno sguardo, una relazione che mi indica che c’è altro per me, allora penserò che quella pasticca sia l’unica scelta possibile, che bere fino a perdere coscienza sia la sola maniera di sopravvivere.

E a chi tocca il compito di offrire un’alternativa? Chi deve assumersi questa responsabilità?

Mah, tutti, direi, proprio tutti. Basta volerlo, deciderlo e farlo.

La famiglia, lo stato, la chiesa, gli educatori, la scuola, le discoteche, i produttori musicali, il cinema, gli scrittori, i ragazzi stessi, la tv, la radio.

Perché tutti, prima o poi, siamo passati, passiamo e passeremo un periodo della nostra vita nel quale sentiremo un vuoto profondo da riempire, un bisogno travolgente di essere amati, accettati, di andare bene per ciò che siamo, un bisogno di senso e significato, qualcuno che ci guardi e che ci riconosca, un luogo bello, bellissimo che ci tolga il fiato, un profumo che ci sconcerti, della parole che ci raccontino e ci facciano scoprire chi siamo, cosa desideriamo, che non siamo soli, che qualcun altro cammina come noi su questa terra, un po’ disperso, un po’ confuso, un po’ triste proprio come noi, una canzone che ci entri nelle vene, un viaggio lontano o vicino, un sentiero di montagna, un piatto ben cucinato, un’alba o un tramonto, una carezza, una mano stretta, un abbraccio e sapere che anche nelle tempeste della vita qualcuno al tuo fianco ci sarà sempre.

In fondo, tutti cerchiamo un’alternativa alla solitudine che, prima o poi, ci coglie e che ci fa sentire un vuoto incolmabile.

Sono conscio che offrire un’alternativa non è risolutivo e che ci sarà sempre qualcuno che sceglierà di spingere la propria vita oltre. Il nostro compito, però, non deve essere quello di imporre una scelta, ma di offrirla, di mostrare che non c’è mai una sola azione obbligata ma tante altre possibili.

Porre un limite cioè costruire un ponte sul vuoto, mostrare un nuovo orizzonte, scrivere la parola desiderio sulla spiaggia di un isola ancora sconosciuta, prendersi cura di sè e degli altri saltando insieme oltre il muro.

Ecco, così si offre un’alternativa.

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