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una settimana da scrittore: martedì

Martedì, mattina

29° (per ora)

I ricordi.

Oggi ho scritto partendo da un ricordo.

Mentre cercavo le parole giuste mi soffermavo sulle immagini che mi affioravano e mi chiedevo se erano vere, originali oppure se erano il frutto di aggiunte, rielaborazioni, costruzioni successive.

Allora ho pensato che il significato di un ricordo è legato al tempo, sia quello in cui è nato che quello dal quale lo stiamo osservando. Un ricordo dell’infanzia, oggi, potrebbe assumere un significato totalmente diverso, aprire a una comprensione nuova, potrebbe insegnarci qualcosa di noi che ancora non avevamo chiaro.

Quindi ho scritto, unendo il ricordo di ieri con lo sguardo di oggi. Chiedendo al Roberto uomo di raccontare di nuovo al Roberto bambino alcuni ricordi da lui vissuti, con lo sguardo di oggi, come se vedesse la scena da un’altra angolazione, offrendo quindi un altro punto di vista, un’ulteriore interpretazione.

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Come uno scultore deve colpire con attenzione la pietra che sta modellando, così uno scrittore deve scegliere con che forza scagliare le parole perché raccontino un dato ricordo. Facendo attenzione alla fragilità delle pietre che sta modellando. Scolpire, come scrivere, prevede l’avere cura.

Martedì, pomeriggio

32°

Ricordi su ricordi.

Torna a farmi visita Jane Austin.

La persona che mi ha insegnato a leggere, ad amare la lettura.

Ho riscritto per l’ennesima volta un ricordo preciso, ho provato a trasformarlo in un racconto. Per la prima volta, però, sento di aver dato un passo decisivo. Un atto piacevole, quasi curativo, un insieme di parole egoiste è diventato un racconto vero e proprio, con una vita propria, staccata da me, con un ritmo e una qualità indipendente, con un proprio orizzonte. Deve crescere, ovvio.

Oggi, però, mi sento un po’ più padre.

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Mentre stavo crescendo, ho anche riflettuto.

Se hai un sogno e vuoi realizzarlo devi lavorare sodo. Non basta dirlo, convincersi con le parole, come fossero una formula magica che crea qualcosa dal nulla.

Lavorare sodo comporta dei sacrifici.

Se però persegui con tenacia il sogno, le rinunce diventano scelte. E le scelte azioni consapevoli. E il peso del sacrificio, seppure rimanga, è diverso, diventa un gradino e non più un ostacolo, un trampolino e non un burrone.

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